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Un file non si apre: come capire perché

"Il file è danneggiato" è quello che dicono i programmi quando intendono "questo non è quello che mi aspettavo". Quasi sempre il file sta benissimo ed è sbagliato qualcos'altro.

L'estensione è un'etichetta, non il formato

Rinominare un file non cambia niente del suo contenuto. Ogni formato vero comincia con una firma — pochi byte che lo identificano a prescindere da come si chiama — ed è quella che i programmi leggono davvero.

L'etichetta sbagliata capita di continuo e in buona fede: un sito serve un PNG da un indirizzo che finisce in .jpg, un export chiama tutto .xls mentre ha scritto un CSV, qualcuno rinomina l'estensione sperando di passare un filtro di caricamento. Il file è integro, mente solo il nome. Controllare la firma reale trasforma un file inapribile in un file funzionante in una decina di secondi.

Download troncati

Un download interrotto lascia un file che sembra assolutamente normale — nome sensato, peso plausibile, nessun errore da nessuna parte — e a cui manca semplicemente la fine. I PDF sono bravissimi a rivelarlo, perché l'indice che dice al lettore dove stanno le pagine si trova proprio in fondo al file: perdi gli ultimi kilobyte e diventano irraggiungibili tutte le pagine insieme.

L'indizio è un file sensibilmente più piccolo dell'originale, oppure uno che si apre e mostra la prima parte prima di piantarsi. Riscaricalo prima di perderci tempo: un file parziale non si recupera, perché i byte mancanti non sono mai stati scritti.

La cifratura, che non si annuncia

Un PDF protetto da password spesso fallisce con un errore generico invece di chiedere la password, soprattutto in un visualizzatore del browser o in un'anteprima su telefono. E c'è un secondo caso più insidioso: un documento senza password di apertura ma con una password di proprietario che vieta le modifiche. Si visualizza benissimo e poi rifiuta ogni tentativo di modificarlo, cosa che sembra tale e quale a un file danneggiato.

File giusto, programma sbagliato

HEIC su Windows, WebP su programmi datati, un DOCX moderno su un Word molto vecchio, un CSV con i punti e virgola aperto da un foglio di calcolo che si aspetta le virgole: in tutti questi casi sia il file sia il programma funzionano correttamente e semplicemente non stanno parlando della stessa cosa. La soluzione è convertire, non riparare.

Il caso del punto e virgola merita una nota a parte, perché da noi capita continuamente e non fallisce in modo rumoroso: il file si apre, e ogni riga finisce tutta in una colonna sola. Non si è rotto niente. Excel in italiano scrive il punto e virgola perché la virgola è il separatore decimale, ed è il resto del mondo ad aspettarsi la virgola.

Davvero danneggiato

Più raro di quanto suggerisca la sua fama. La corruzione vera arriva da un disco che sta cedendo, da un trasferimento su una connessione inaffidabile o da un programma che è crashato mentre scriveva. I formati testuali — JSON, CSV, XML — spesso si riparano, perché il danno di solito è strutturale e visibile: una virgola di troppo alla fine, una parentesi non chiusa, un BOM all'inizio del file che rende illeggibile la prima chiave.

I formati binari perdonano meno. Se i dati di un JPG sono danneggiati, la parte dopo il danno è persa davvero. Fai la diagnosi prima di passarci un pomeriggio: sapere subito che un file è irrecuperabile vale più di scoprirlo lentamente.

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